ANAGRAFE DEL WELFARE – LOMBARDIA
La Lombardia, porta per porta.
Questa pagina mostra su una singola Regione come l’Anagrafe del welfare censisce i servizi: prima ricostruire chi apre le porte del welfare in quel territorio, poi censire i servizi uno per uno, sede per sede. La Lombardia è un caso utile, perché sullo stesso territorio lavorano due reti con confini e nomi diversi: quella sociale dei Comuni e quella sociosanitaria della Regione.
Anagrafe del welfare · versione 1.2 · dati aggiornati ad ottobre 2026
IL PERIMETRO LOMBARDO
Un perimetro chiuso, verificato Comune per Comune.
Il perimetro è ricostruito dall’elenco ISTAT dei Comuni e dagli atti regionali vigenti, e fissato alla chiusura della rilevazione. Ogni Comune appartiene a un solo Ambito territoriale e a una sola Azienda socio sanitaria territoriale (ASST).
1.501
Comuni
Tutti i Comuni lombardi, identificati per codice ISTAT. Ogni servizio è collegato al Comune in cui ha sede.
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Fonte: ISTAT, elenco dei Comuni aggiornato al 21 febbraio 2026.
91
Ambiti Territoriali
Da 1 a 61 Comuni ciascuno, con una mediana di 12. Tre Ambiti coincidono con un solo Comune: Milano, Busto Arsizio e Campione d’Italia. Due Ambiti comprendono Comuni di due province.
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Fonte: Regione Lombardia, DGR XII/4793 del 28 luglio 2025, riparto del Fondo sociale regionale per Ambito.
8 e 27
ATS e ASST
Le 8 Agenzie di Tutela della Salute (ATS) programmano, acquistano e controllano. Le 27 Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST) aprono gran parte delle porte sanitarie: consultori, centri di salute mentale, servizi per le dipendenze, Case di Comunità.
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Fonte: L.R. 23/2015 e L.R. 22/2021; elenco delle ASST di Regione Lombardia.
CENSITE ALLA VERSIONE 1.2
5.535 servizi di welfare pubblico in Lombardia
Ogni servizio è una porta a cui una persona può bussare: il servizio sociale del Comune, un consultorio familiare, un Punto unico di accesso, un centro di ascolto. Li abbiamo censiti in tutti i 1.501 Comuni lombardi, in 74 dei nostri 85 tipi di servizio. Ognuno è collegato alla fonte ufficiale da cui è stato letto: oltre 1.400 siti diversi, di enti pubblici e del Terzo settore.
È il numero dei servizi che abbiamo censito in Lombardia, non una stima di quanti ne esistano. Ogni servizio è contato una volta per ogni sede: se lo stesso ente apre lo stesso sportello in dieci Comuni, sono dieci voci. Il numero cambia a ogni rilascio, perché ogni versione del protocollo trova servizi che la precedente non aveva trovato, e perché nel frattempo i servizi aprono, chiudono e cambiano sede.
COME FUNZIONA IL WELFARE IN LOMBARDIA
Due reti aprono le porte del welfare.
In Lombardia sullo stesso territorio lavorano due reti. La rete sociale è quella dei Comuni. Ogni Comune ha il proprio servizio sociale e si associa con i Comuni vicini in un Ambito territoriale. Nell’Ambito i sindaci, riuniti nell’Assemblea dei sindaci, approvano il Piano di zona, che un Ufficio di piano mette in pratica. È la rete dell’assistenza a domicilio, dei pasti, del trasporto sociale, degli sportelli per la casa.
La rete sociosanitaria è quella della Regione. Le 8 ATS programmano, acquistano e controllano i servizi sanitari e sociosanitari. Gran parte delle porte le aprono le 27 ASST, organizzate in distretti: consultori, centri di salute mentale, neuropsichiatria per bambini e ragazzi, servizi per le dipendenze, Case di Comunità con il Punto unico di accesso. Accanto alle due reti lavorano gli enti del Terzo settore.
IL DATO CHE NE CONSEGUE
In Lombardia «ATS» non vuol dire Ambito.
In gran parte d’Italia la sigla ATS indica l’Ambito Territoriale Sociale: la usiamo così anche nella pagina del progetto. In Lombardia la stessa sigla indica l’Agenzia di Tutela della Salute, un ente sanitario della Regione, e gli Ambiti si chiamano Ambiti territoriali. Sono enti diversi, con confini diversi: le 8 ATS contengono i 91 Ambiti, e un’ATS può comprendere Comuni di più province. L’ATS della Montagna, per esempio, va dalla provincia di Sondrio alla Valle Camonica e all’Alto Lario.
Non è una questione di nomi. Chi cerca «l’ATS» per chiedere un servizio sociale trova l’ente sbagliato. Per questo nel registro non usiamo mai la sigla da sola: ogni servizio porta il nome completo del suo ente e il collegamento al Comune, all’Ambito e all’ASST in cui si trova.
IL CASO CONCRETO
Un edificio, più porte: le Case di Comunità.
Le Case di Comunità sono sedi sanitarie vicine a casa, previste dal PNRR. In Lombardia ne abbiamo censite 179. In una stessa Casa di Comunità ci sono spesso più servizi, ognuno con il suo scopo: il Punto unico di accesso, l’attivazione delle cure a domicilio, la valutazione dei bisogni di una persona non autosufficiente, l’ufficio protesi e ausili. Dentro le Case di Comunità abbiamo censito oltre 600 servizi: in media più di tre per sede, fino a sei.
Una sede · sei voci nel registro
Casa di Comunità di Seriate
- Casa della Comunità · accesso sociosanitario
- Punto unico di accesso
- Invalidità civile e legge 104
- Assistenza protesica
- Valutazione multidimensionale
- Cure domiciliari (ADI)
ASST Bergamo Est · Ambito di Seriate.
Una sede · sei voci nel registro
Casa di Comunità di Breno
- Casa della Comunità · accesso sociosanitario
- Punto unico di accesso
- Protezione giuridica (amministrazione di sostegno)
- Assistenza protesica e integrativa
- Psicologia di cure primarie
- Attivazione delle cure domiciliari
ASST della Valcamonica · Ambito di Vallecamonica.
Perché è il caso più istruttivo che abbiamo
Si conta la porta, non l’edificio.
Se contassimo gli edifici, le Case di Comunità sarebbero 179 voci e dentro non si vedrebbe nulla: chi cerca dove chiedere un ausilio non saprebbe che può farlo lì. Se contassimo ogni ufficio come un servizio isolato, senza il legame con la sede, perderemmo l’informazione più utile: che quelle porte sono nello stesso posto.
Le registriamo quindi come voci distinte, una per servizio, legate alla stessa sede. È la regola che applichiamo ovunque: un servizio in un luogo. In Lombardia la Casa di Comunità è il caso in cui questa regola smette di essere un dettaglio tecnico, perché è lì che una persona trova, sotto lo stesso tetto, porte diverse per bisogni diversi.
L’ANAGRAFICA
Le 8 ATS e i loro 91 Ambiti territoriali.
Ogni ATS è associata alle province e ai Comuni che comprende, ai suoi Ambiti e al numero di servizi censiti con sede nel suo territorio. È la tabella da cui parte la rilevazione: senza questa, di un servizio non si può dire a quale rete appartiene.
| ATS | Province | Ambiti | Comuni | Servizi censiti |
|---|---|---|---|---|
| ATS della Città Metropolitana di Milano | Milano, Lodi | 17 | 193 | 1.306 |
| ATS dell’Insubria | Como, Varese | 20 | 267 | 812 |
| ATS di Bergamo | Bergamo | 14 | 243 | 811 |
| ATS della Brianza | Lecco, Monza e della Brianza | 8 | 139 | 606 |
| ATS di Brescia | Brescia | 12 | 164 | 584 |
| ATS della Val Padana | Cremona, Mantova | 8 | 177 | 553 |
| ATS di Pavia | Pavia | 5 | 184 | 347 |
| ATS della Montagna | Sondrio, Brescia, Como | 7 | 134 | 323 |
| Lombardia | 12 province | 91 | 1.501 | 5.342 |
COSA ABBIAMO TROVATO
Un servizio su due lo apre un Comune. Uno su tre la sanità.
La distribuzione per ente titolare spiega perché non basta guardare una sola rete: in Lombardia 1.793 servizi su 5.365 con indirizzo pubblico (il 33,4%) sono della sanità regionale, cioè di Regione, ATS o ASST. Una rilevazione che guardasse soltanto i siti dei Comuni non li troverebbe.
Chi ne è titolare
Quota sui 5.365 servizi con indirizzo pubblico (sono escluse le 170 case rifugio). Il titolare è l’ente responsabile del servizio; chi lo gestisce in concreto, quando è diverso, è registrato a parte.
- Comuni, Ambiti e loro aziende 51%
- Sanità regionale (Regione, ATS, ASST) 33%
- Terzo settore, enti religiosi e privati 15%
- Stato ed enti nazionali 1%
Nel Terzo settore il peso maggiore è quello delle Caritas diocesane, con i centri di ascolto: 517 in Lombardia, quasi tutti delle Caritas. Entrano nel registro perché sono luoghi dove si va a chiedere aiuto, con una sede e un contatto pubblici.
Per quale bisogno
Quota sul totale dei 5.535 servizi censiti. Le sette aree con meno servizi sono raggruppate.
- Accesso, orientamento e presa in carico 35%
- Sostegno domiciliare e prossimità 11%
- Povertà e bisogni essenziali 10%
- Famiglia, maternità e genitorialità 8%
- Non autosufficienza e anziani 6%
- Minori, adolescenti e giovani 5%
- Salute mentale e benessere psicologico 4%
- Mobilità e accompagnamento 3%
- Dipendenze 3%
- Altre sette aree 9%
L’area «Accesso, orientamento e presa in carico» supera un terzo perché comprende il servizio sociale di ogni Comune: 1.527 voci, almeno una per Comune. È la porta più diffusa e spesso la prima: da lì si arriva a quasi tutti gli altri servizi.
Che cosa sappiamo di ogni servizio
Quota dei 5.365 servizi con indirizzo pubblico per cui il registro contiene l’informazione.
- Fonte ufficiale 100%
- Indirizzo 97%
- Telefono 91%
- Email 83%
- Come si accede 71%
- A chi si rivolge 64%
- Orari 54%
- Costo 38%
Due servizi su tre hanno «dati completi»: oltre a nome, sede, ente e contatto, almeno due informazioni tra come si accede, a chi si rivolge, orari e costo. Gli altri hanno «dati di base». La differenza è dichiarata in ogni voce, non nascosta. Orari e costi sono le informazioni che le fonti pubblicano meno, e sono tra le prime che una persona cerca prima di muoversi.
La variabilità territoriale
La porta più vicina, spesso, è in un altro Comune.
Incrociando i 5.342 servizi con sede in un Comune con i 1.501 Comuni lombardi si vede dove sono le porte. Non sono distribuite come le persone: si concentrano nei centri più grandi e nelle sedi di distretto.
768 su 1.501
Comuni con una sola porta
In metà dei Comuni lombardi l’unico servizio censito con sede nel Comune è il servizio sociale comunale. Per il resto si va in un Comune vicino.
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Non è un’anomalia: molti servizi sono organizzati per Ambito o per distretto, non per Comune.
Da 6 a 59
Tipi di servizio per Ambito
Quanti tipi diversi di servizio abbiamo censito nel territorio di ciascuno dei 91 Ambiti. Mediana 18.
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Il valore più basso è di Campione d’Italia, un Ambito di un solo Comune; il più alto di Milano Città.
Da 6 a 422
Servizi censiti per Ambito
Quanti servizi abbiamo censito con sede nel territorio di ciascun Ambito. Mediana 48.
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Milano Città, da sola, ne ha 422: quasi 8 servizi lombardi su 100 in un solo Ambito.
Non pubblichiamo la graduatoria dei Comuni né degli Ambiti, perché sarebbe letta come una pagella e non lo è: un numero più basso non significa un territorio con meno servizi. Può significare un territorio che si appoggia ai servizi dell’Ambito o del distretto vicino, oppure enti che pubblicano poco. Il dato utile è un altro: per sapere dove andare non basta sapere in quale Comune vive una persona. Serve sapere a quale Ambito e a quale ASST appartiene quel Comune, e dove sono le porte di quei due enti.
TRASPARENZA
Cosa questa pagina non dice.
Vale per la Lombardia quello che vale per tutta l’Anagrafe: i limiti fanno parte del metodo.
Non sono tutti i servizi lombardi
5.535 è il numero dei servizi che abbiamo censito, non di quelli che esistono. Di 11 tipi su 85 non abbiamo ancora trovato servizi in Lombardia, e per altri tipi la copertura cambia da provincia a provincia. Continuiamo a cercarli.
È una fotografia ad ottobre 2026
Gli sportelli cambiano orari, sede e recapiti. Ogni voce porta la data del proprio ultimo controllo.
Non sostituisce le fonti ufficiali
In caso di discordanza prevale sempre l’informazione dell’ente che gestisce il servizio. Ogni voce porta il link alla fonte da cui è stata letta.
Non dice dove deve andare una persona
Descrive i servizi e come vi si accede secondo le fonti. Quale sia la porta giusta per una situazione concreta lo valuta chi ne ha la competenza, a partire dal servizio sociale del Comune.
Non pubblica gli indirizzi protetti
Le case rifugio sono contate per provincia, senza indirizzo. Ci si arriva tramite un centro antiviolenza o il numero gratuito 1522.
Le fonti determinanti
Gli atti regionali e gli elenchi da cui sono ricostruiti il perimetro e l’assetto istituzionale di questa pagina.
ISTAT: Codici dei Comuni, delle Province e delle Regioni
Elenco vigente a settembre 2026 · istat.it/classificazione/codici-dei-comuni-delle-province-e-delle-regioni/
Regione Lombardia: Legge regionale 12 marzo 2008, n. 3
«Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale»: Ambiti territoriali, Piani di zona, Assemblea dei sindaci.
Regione Lombardia: Legge regionale 11 agosto 2015, n. 23
«Evoluzione del sistema sociosanitario lombardo», modifiche alla L.R. 33/2009: istituzione delle ATS e delle ASST.
Regione Lombardia: Legge regionale 14 dicembre 2021, n. 22
«Modifiche al Titolo I e al Titolo VII della l.r. 30 dicembre 2009, n. 33»: distretti e Case di Comunità.
Regione Lombardia: DGR XII/2167 del 15 aprile 2024
«Approvazione delle Linee di indirizzo per la programmazione sociale territoriale per il triennio 2025-2027».
Regione Lombardia: DGR XII/4793 del 28 luglio 2025
«Approvazione del piano di riparto e modalità di utilizzo delle risorse del Fondo sociale regionale – annualità 2025», con l’elenco dei 91 Ambiti per ATS (Allegato B).
Scopri di più
Come è costruita l’Anagrafe del welfare
Il perimetro nazionale, l’unità di rilevazione, il ruolo degli strumenti computazionali e del controllo umano, i riferimenti europei da cui siamo partiti: la pagina del progetto.
