Guida al modello 730/2026
Presenti il 730 ogni anno ma non hai mai capito bene come funziona?
Questa guida è pensata per te: linguaggio semplice, concetti chiari, e i link ufficiali dell’Agenzia delle Entrate a portata di mano per ogni approfondimento.
Per aiutarti a utilizzare tutte le detrazioni e deduzioni che ti spettano e non perdere delle opportunità.
730/2026 – Che cos’è
Il modello 730 è la dichiarazione dei redditi pensata per chi percepisce determinati tipi di reddito, come lavoratori dipendenti e pensionati.
Uno dei suoi principali vantaggi è la semplicità: non devi fare calcoli. Se hai diritto a un rimborso, lo ricevi direttamente in busta paga o sulla pensione (di solito a luglio, o tra agosto e settembre per chi è in pensione). Se invece devi pagare, l’importo viene trattenuto automaticamente dalla retribuzione o dalla pensione.
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nell’area riservata, trovi il 730 precompilato: basta accedere con SPID, CIE o CNS. È disponibile anche una modalità semplificata e guidata, che ti accompagna passo dopo passo nella compilazione.
Per approfondire, consulta la pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/730-2026/che-cos-cittadini
Chi può presentare il 730
Il modello 730 è riservato a chi, nel 2025, ha percepito determinati tipi di reddito. Puoi presentarlo se hai avuto:
- redditi da lavoro dipendente o assimilati (es. contratti a progetto)
- redditi da terreni, fabbricati o capitali
- redditi da lavoro autonomo senza partita IVA
- redditi diversi, anche da beni situati all’estero
- alcuni redditi soggetti a tassazione separata (es. redditi percepiti dagli eredi)
Puoi usare il 730 anche se hai attività finanziarie o patrimoniali all’estero, redditi soggetti a imposta sostitutiva, oppure plusvalenze da cessione di partecipazioni o cripto-attività.
È possibile presentare il 730 anche senza sostituto d’imposta (cioè senza un datore di lavoro o ente pensionistico che gestisca i conguagli): in questo caso devi barrare l’apposita casella nel modello. Questa opzione è valida anche per chi non ha partita IVA e deve dichiarare solo redditi di terreni o fabbricati.
Per approfondire, consulta la pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/730-2026/chi-puo-presentare-il-730-cittadini
Quando e come presentare il 730
La scadenza per presentare il modello 730/2026 è il 30 settembre 2026, sia per la versione precompilata che per quella ordinaria.
Il 730 precompilato è disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Puoi accettarlo così com’è, oppure modificarlo se i dati non sono corretti o completi. Una volta verificato, puoi inviarlo direttamente online oppure affidarti a:
- il tuo datore di lavoro o ente pensionistico (se ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale)
- un CAF o un professionista abilitato (es. commercialista, consulente del lavoro)
Il 730 ordinario (non precompilato) va consegnato già compilato al proprio sostituto d’imposta, oppure a un CAF o a un professionista abilitato. Chi non ha un sostituto d’imposta deve rivolgersi obbligatoriamente a un CAF o a un professionista.
Per approfondire, consulta la pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/quando-e-come-presentare-il-730-2026-cittadini
Dichiarazione precompilata – Che cos’è
La dichiarazione precompilata è un modello 730 che l’Agenzia delle Entrate prepara per te, inserendo già molti dei tuoi dati: spese sanitarie, universitarie e funebri, premi assicurativi, contributi previdenziali, bonifici per ristrutturazioni e molto altro ancora.
Puoi consultarla e compilarla in modalità semplificata, con un percorso guidato e un linguaggio di uso comune, senza dover conoscere righe e colonne del modello fiscale. Hai tre possibilità:
- Accetti i dati senza modifiche: non dovrai conservare o mostrare ricevute e non sarai sottoposto a controlli documentali.
- Modifichi qualche dato: dovrai conservare solo i documenti relativi alle modifiche apportate.
Per approfondire, consulta la pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
Accedi alla tua precompilata
La dichiarazione precompilata è disponibile gratuitamente nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Per accedere ti servono le credenziali di uno di questi strumenti:
- SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
- CIE (Carta d’Identità Elettronica)
- CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
Una volta effettuato l’accesso, puoi visualizzare la tua dichiarazione – già compilata con i tuoi dati – modificarla se necessario e inviarla direttamente online, scegliendo tra la modalità ordinaria o quella semplificata e guidata.
Le scadenze per l’invio sono:
- 30 settembre per il modello 730
- 31 ottobre per il modello Redditi Persone Fisiche
Per approfondire, consulta la pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
Scelte dell’8, 5 e 2 per mille
Quando presenti il 730, puoi scegliere come destinare una piccola parte della tua IRPEF – senza pagare nulla in più. Si tratta di tre scelte distinte e indipendenti, che puoi esprimere tutte insieme:
- l’8 per mille da destinare allo Stato oppure a un’istituzione religiosa
- il 5 per mille a finalità di interesse sociale (es. enti del terzo settore, ricerca, comuni)
- il 2 per mille a favore di un partito politico
Queste scelte non si escludono a vicenda: puoi farle tutte e tre se vuoi, oppure solo alcune. E ricorda: non aumentano le tasse che devi pagare.
Se sei esonerato dalla dichiarazione dei redditi, puoi comunque esprimere queste scelte consegnando l’apposita scheda in busta chiusa entro il 31 ottobre a un ufficio postale, a un CAF o a un professionista abilitato, oppure direttamente online dall’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.
Per approfondire, consulta la pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/scelte-dell-8-5-e-2-per-mille-irpef-2026/che-cos-cittadini
Detrazioni e deduzioni
Sai qual è la differenza tra una detrazione e una deduzione? E cosa puoi portare in dichiarazione per i tuoi familiari? Queste schede ti spiegano come funziona, con parole semplici e le fonti ufficiali sempre a portata di mano.
Cos’è la detrazione
La detrazione è uno sconto sull’imposta da pagare. Alcune spese che hai sostenuto durante l’anno — come quelle mediche, per l’istruzione o per gli interessi sul mutuo della casa — ti permettono di ridurre direttamente il tuo debito fiscale.
La percentuale di detrazione varia in base al tipo di spesa: ad esempio il 19% per le spese sanitarie, il 36% o il 50% per le spese di ristrutturazione edilizia.
Attenzione: se la detrazione è superiore all’imposta che devi pagare, la parte eccedente non viene rimborsata. Fanno eccezione le detrazioni sui canoni di locazione, per le quali in alcuni casi è previsto il rimborso.
Per approfondire, consulta le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate (pag. 55):
Istruzioni per la compilazione del modello 730/2026 – PDF ufficiale
Cos’è la deduzione
La deduzione funziona in modo diverso rispetto alla detrazione: invece di ridurre direttamente l’imposta da pagare, riduce il reddito su cui l’imposta viene calcolata. Meno reddito imponibile significa meno tasse.
Rientrano tra le spese deducibili, ad esempio, i contributi previdenziali e assistenziali — obbligatori o volontari — e le donazioni a enti non profit.
Sia nel caso delle detrazioni che delle deduzioni, chi ti assiste nella compilazione — un CAF, un professionista o il tuo datore di lavoro — calcolerà per te l’importo spettante e lo indicherà nel prospetto di liquidazione (Mod. 730-3) che riceverai dopo l’elaborazione.
Per approfondire, consulta le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate (pag. 55):
Istruzioni per la compilazione del modello 730/2026 – PDF ufficiale
Spese sostenute per familiari a carico
Hai sostenuto spese per un familiare fiscalmente a carico? In molti casi puoi comunque beneficiare delle detrazioni o deduzioni, anche se la spesa non è intestata a te. Rientrano in questa possibilità, tra le altre:
- spese sanitarie e premi assicurativi
- spese per istruzione secondaria e universitaria
- abbonamenti al trasporto pubblico
- spese per figli con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA)
La spesa deve essere documentata e intestata a te oppure al familiare a carico. Se la spesa riguarda un figlio, va suddivisa tra i due genitori in base a quanto ciascuno ha effettivamente pagato. Se si vuole una ripartizione diversa dal 50%, è necessario annotarlo sul documento di spesa.
Se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, l’intera spesa può essere attribuita al coniuge non a carico.
Per approfondire, consulta le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate (pag. 55):
Istruzioni per la compilazione del modello 730/2026 – PDF ufficiale
Limiti con reddito superiore a 75.000€
Dal 1° gennaio 2025, se il tuo reddito complessivo supera i 75.000 euro, esiste un tetto massimo alle spese che puoi portare in detrazione. L’importo massimo si calcola moltiplicando una cifra base per un coefficiente che dipende dal numero di figli fiscalmente a carico:
- Reddito tra 75.000€ e 100.000€: cifra base 14.000€
- Reddito oltre 100.000€: cifra base 8.000€
La cifra base viene poi moltiplicata per un coefficiente legato ai figli a carico:
- 0,50 – nessun figlio a carico
- 0,70 – un figlio a carico
- 0,85 – due figli a carico
- 1,00 – tre o più figli, oppure almeno un figlio con disabilità accertata
Attenzione: questo limite non si applica alle spese sanitarie, ai mutui e ai contratti assicurativi stipulati entro il 31 dicembre 2024, e alle spese già sostenute prima del 2025.
Per approfondire, consulta la Circolare n. 6/E del 29 maggio 2025 dell’Agenzia delle Entrate:
Circolare n. 6/E del 29 maggio 2025 – Novità in tema di detrazioni
Principali detrazioni e deduzioni
Spese mediche, mutuo, ristrutturazioni, istruzione, assicurazioni… sai quali puoi portare in detrazione?
Queste schede ti aiutano a scoprirlo, con spiegazioni semplici e i riferimenti ufficiali sempre a portata di mano.
Spese sanitarie
Le spese sanitarie sono tra le voci di detrazione più utilizzate nella dichiarazione dei redditi. Di seguito trovi le principali categorie con le relative agevolazioni.
Spese mediche generali
Detrazione del 19% sulla parte che supera i 129,11€. Rientrano visite mediche, farmaci (con scontrino parlante), analisi, fisioterapia, interventi chirurgici, ricoveri, protesi e dispositivi medici con marcatura CE, cure termali. Dal 2020 il pagamento deve essere tracciabile, tranne per farmaci, dispositivi medici e strutture pubbliche o private accreditate al SSN.
Patologie esenti dal ticket sanitario
Le spese legate a malattie croniche o rare esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica godono di una tutela particolare: la parte di detrazione che supera l’imposta dovuta non va persa, ma può essere trasferita al familiare che ha sostenuto la spesa.
Spese per familiari non a carico con patologie esenti
Se hai sostenuto spese sanitarie per un familiare non a tuo carico, ma affetto da una patologia esente, puoi comunque portarle in detrazione per la parte che non ha trovato capienza nell’imposta del familiare malato, fino a un massimo di 6.197,48€ annui.
Spese per persone con disabilità
Detrazione del 19% sull’intero importo (senza franchigia) per ausili alla deambulazione, locomozione e sollevamento, sussidi tecnici e informatici, adattamento di ascensori e rampe. Spetta anche al familiare che ha sostenuto la spesa, se il disabile è a suo carico.
Acquisto di veicoli per persone con disabilità
Detrazione del 19% su un limite di spesa di 18.075,99€, per un solo veicolo ogni quattro anni. L’agevolazione riguarda auto adattate o, per alcune categorie di disabilità (handicap psichico/mentale, non vedenti, sordi, gravi difficoltà motorie), anche veicoli non adattati. La detrazione può essere suddivisa in 4 rate annuali.
Acquisto e mantenimento del cane guida
Per chi non vede, spetta la detrazione del 19% sull’acquisto del cane guida (una volta ogni quattro anni) e una detrazione forfettaria di 1.100€ per le spese di mantenimento annuo.
Rateizzazione delle spese sanitarie
Se le spese sanitarie superano complessivamente 15.493,71€ (al lordo della franchigia), puoi scegliere di spalmare la detrazione in 4 quote annuali uguali invece di usufruirne tutta in un anno.
Spese veterinarie
Detrazione del 19% sulle spese veterinarie per animali da compagnia o per la pratica sportiva, fino a un massimo di 550€ e con una franchigia di 129,11€. Rientrano visite veterinarie, farmaci prescritti e analisi di laboratorio. Non sono detraibili le spese per animali da allevamento o commercio.
Spese mediche deducibili per persone con disabilità grave
Le spese mediche generiche e di assistenza specifica (es. infermieri, fisioterapisti, educatori professionali) sostenute da persone con grave e permanente invalidità sono interamente deducibili dal reddito, senza limiti e senza obbligo di pagamento tracciabile. L’agevolazione vale anche se le spese sono sostenute da un familiare, anche non a carico.
Importante: le spese sanitarie sono escluse dal tetto massimo di detrazioni previsto per chi ha un reddito superiore a 75.000€ (vedi passaggio dedicato ai limiti).
Per approfondire, consulta la guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
Tutte le agevolazioni della dichiarazione – Spese Sanitarie (PDF ufficiale)
Altre detrazioni e deduzioni
Il 730 permette di portare in detrazione o in deduzione molte spese, anche al di là di quelle sanitarie. Ecco le principali categorie che potresti ritrovare nella tua dichiarazione.
Detrazioni per chi vive in affitto
Se la tua abitazione principale è in affitto, potresti avere diritto a una detrazione forfettaria. L’importo dipende dal tipo di contratto e dal tuo reddito:
- fino a 300€ con contratto a canone libero, se il reddito non supera 15.493,71€
- fino a 495,80€ con contratto a canone concordato
- fino al 20% del canone (massimo 2.000€) se hai tra i 20 e i 31 anni non compiuti e sei nei primi 4 anni di contratto
Assistenza personale (badanti)
Se hai assunto qualcuno per assistere te o un familiare non autosufficiente, puoi detrarre il 19% delle spese, fino a un massimo di 2.100€. L’agevolazione si applica solo se il reddito complessivo non supera 40.000€. Servono il pagamento tracciabile e una certificazione medica che attesti la non autosufficienza.
Attività sportive per ragazzi
Hai figli o familiari a carico tra i 5 e i 18 anni che praticano sport dilettantistico? Puoi detrarre il 19% delle spese di iscrizione ad associazioni sportive, palestre e piscine, fino a un massimo di 210€ per ragazzo.
Affitto studenti universitari fuori sede
Se hai un figlio iscritto all’università in un comune distante almeno 100 km dalla residenza (e in una provincia diversa), puoi detrarre il 19% del canone di locazione, fino a 2.633€ all’anno. L’agevolazione vale anche per i contratti di ospitalità e per chi partecipa ai programmi Erasmus.
Abbonamenti al trasporto pubblico
Hai acquistato un abbonamento a bus, metro o treni regionali? Puoi detrarre il 19% della spesa, fino a un massimo complessivo di 250€, anche se l’abbonamento riguarda un familiare a carico.
Agenzia immobiliare per l’acquisto della prima casa
Hai acquistato la prima casa tramite un’agenzia immobiliare? Puoi detrarre il 19% della provvigione pagata, fino a un massimo di 1.000€. L’agevolazione spetta solo a chi acquista, non a chi vende.
Assegno al coniuge separato o divorziato
Se versi un assegno periodico all’ex coniuge in forza di una sentenza o di un accordo omologato, puoi dedurre interamente dal tuo reddito. Attenzione: la quota destinata al mantenimento dei figli non è deducibile.
Spese funebri
Hai sostenuto spese per un funerale? Puoi detrarre il 19% fino a un massimo di 1.550€ per ogni decesso, indipendentemente dal tuo grado di parentela con il defunto. Il pagamento deve essere tracciabile.
Per approfondire, consulta la guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
Tutte le agevolazioni della dichiarazione – Altre Detrazioni e Deduzioni (PDF ufficiale)
Spese di istruzione
Spese scolastiche (dalla materna alle superiori)
Hai sostenuto spese per la scuola di tuo figlio o tua figlia? Puoi detrarre il 19% delle spese di frequenza per scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori — sia statali sia paritarie.
Rientrano tra le spese detraibili:
- tasse di iscrizione e contributi scolastici
- mensa e servizi integrativi (pre e post scuola)
- gite scolastiche e corsi extracurriculari deliberati dalla scuola
- trasporto scolastico
Il limite massimo è di 800€ per ogni alunno o alunna. Il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, carta, PagoPA). Non sono detraibili i libri di testo e il materiale di cancelleria.
Spese universitarie
Stai frequentando l’università, o lo fa qualcuno della tua famiglia? Puoi detrarre il 19% delle tasse universitarie.
Se l’ateneo è statale, puoi detrarre l’intera spesa. Se è privato, c’è un tetto massimo che varia in base all’area disciplinare e alla zona geografica (Nord, Centro, Sud e Isole). Ad esempio, per un corso di area medica al Nord il limite è di 3.900€.
Sono detraibili anche le spese per dottorati, specializzazioni, master universitari e corsi ITS. Il pagamento deve essere tracciabile.
Rette per asili nido
Hai pagato la retta di un asilo nido? Puoi detrarre il 19% della spesa, fino a un massimo di 632€ per ogni figlio a carico.
L’agevolazione vale per asili pubblici e privati. Rientrano anche le sezioni primavera. Attenzione: questa detrazione non è cumulabile con il Bonus asilo nido dell’INPS.
Spese per chi ha un DSA
Se tuo figlio o tua figlia ha una diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (DSA — come dislessia, discalculia o disgrafia), puoi detrarre il 19% delle spese per l’acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici informatici.
Rientrano, ad esempio:
- software con sintesi vocale
- programmi di video scrittura con correttore ortografico
- calcolatrici e altri strumenti didattici tecnologici
L’agevolazione è valida fino al completamento della scuola superiore. È necessaria la certificazione DSA rilasciata dal SSN o da strutture accreditate.
Iscrizione a conservatori e istituti AFAM (ragazzi 5–18 anni)
Hai un figlio o una figlia tra i 5 e i 18 anni iscritto a un conservatorio, a una scuola di musica riconosciuta o a un’istituzione AFAM? Puoi detrarre il 19% della spesa, fino a 1.000€ per ogni ragazzo.
Questa detrazione spetta solo se il reddito complessivo non supera 36.000€.
Per approfondire, consulta la pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
Tutte le agevolazioni della dichiarazione – Spese di Istruzione (PDF ufficiale)
Interessi passivi sui mutui
Hai un mutuo? Puoi detrarre il 19% degli interessi passivi pagati nel 2025. L’agevolazione cambia a seconda del tipo di mutuo e del suo scopo. Ecco le principali casistiche.
Mutuo per la prima casa
Se hai un mutuo ipotecario per l’acquisto della tua abitazione principale, puoi detrarre il 19% degli interessi su un massimo di 4.000€ all’anno (complessivi, se il mutuo è cointestato). L’immobile deve essere effettivamente la tua residenza abituale, o quella di un tuo familiare. Se il mutuo è cointestato con il coniuge fiscalmente a carico, chi ha sostenuto l’intera spesa può detrarre entrambe le quote.
Mutui ipotecari stipulati prima del 1993 per altri immobili
Se hai un mutuo ipotecario stipulato prima del 1993 per un immobile diverso dalla prima casa, la detrazione del 19% si calcola su un massimo di 2.065,83€ per ciascun intestatario del mutuo.
Mutui del 1997 per recupero edilizio
Se hai acceso un mutuo nel 1997 per fare lavori di manutenzione, restauro o ristrutturazione su qualsiasi tipo di immobile, puoi detrarre il 19% su un massimo di 2.582,28€ complessivi. La detrazione non spetta se il mutuo è stato successivamente rinegoziato.
Mutuo per costruire o ristrutturare la prima casa
Se hai un mutuo ipotecario stipulato dal 1998 in poi per costruire o ristrutturare l’immobile che sarà la tua abitazione principale, la detrazione è del 19% su un massimo di 2.582,28€. L’immobile deve diventare la tua residenza abituale entro sei mesi dal termine dei lavori.
Prestiti e mutui agrari
Se hai contratto un prestito o un mutuo agrario di qualsiasi tipo, puoi detrarre il 19% degli interessi pagati. L’importo detraibile non può però superare la somma dei tuoi redditi fondiari (dominicali e agrari) dichiarati.
Cosa puoi detrarre oltre agli interessi
Non solo gli interessi: puoi portare in detrazione anche gli oneri accessori al mutuo. Rientrano, ad esempio:
- le spese di istruttoria e di perizia tecnica
- le spese notarili per la stipula del contratto di mutuo
- l’imposta sostitutiva sul capitale prestato
- le penali per estinzione anticipata del mutuo
Non sono invece detraibili le spese assicurative sull’immobile, né le spese del contratto di compravendita (onorario notarile, imposte di registro, IVA).
Pagamento tracciabile
Dal 2020, per tutti i tipi di mutuo, gli interessi passivi sono detraibili solo se pagati in modo tracciabile — bonifico bancario, addebito diretto o sistemi equivalenti. Le ricevute della banca o la certificazione annuale degli interessi sono sufficienti a dimostrare la tracciabilità.
Per approfondire, consulta la pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
Tutte le agevolazioni della dichiarazione – Interessi Passivi sui Mutui (PDF ufficiale)
Ristrutturazioni
La detrazione ristrutturazioni è un’agevolazione fiscale concessa ai contribuenti assoggettati ad IRPEF che effettuano lavori di recupero del patrimonio edilizio su abitazioni singole o parti comuni di edifici residenziali.
Una parte delle spese sostenute per i lavori può essere portata in detrazione (con ripartizione in 10 anni) sulla base di specifiche percentuali, che sono differenti a seconda dell’anno nel quale sono stati effettuati i pagamenti.
Per i costi sostenuti nel corso del 2025 e 2026 la percentuale è pari al 36%, mentre rimane al 50% esclusivamente per i lavori svolti nelle abitazioni principali.
Chi può fruire della detrazione
L’agevolazione spetta a chi possiede o detiene l’immobile su cui sono stati eseguiti i lavori: proprietari, titolari di diritti reali (usufrutto, abitazione, uso), inquilini, comodatari e familiari conviventi. Può beneficiarne anche chi ha stipulato un preliminare di acquisto regolarmente registrato.
Quali lavori sono inclusi
Rientrano nella detrazione:
- manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari;
- manutenzione ordinaria e straordinaria sulle parti comuni di edifici condominiali;
- lavori per l’eliminazione delle barriere architettoniche (ascensori, rampe, scale);
- interventi per la sicurezza (antifurto, porte blindate, vetri antisfondamento);
- opere per il risparmio energetico e l’installazione di impianti con fonti rinnovabili;
- interventi antisismici e di messa in sicurezza statica;
- bonifica dall’amianto.
Come si paga
Il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario o postale “dedicato”, dal quale risultino la causale del versamento, il codice fiscale di chi beneficia della detrazione e la partita IVA dell’impresa che ha eseguito i lavori. Fanno eccezione alcuni costi accessori (oneri di urbanizzazione, bolli, concessioni) che possono essere pagati con altre modalità.
Per approfondire, consulta la guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
Tutte le agevolazioni della dichiarazione – Recupero Patrimonio Edilizio (PDF ufficiale)
Bonus mobili ed elettrodomestici
Hai ristrutturato casa nel 2025? Potresti avere diritto al bonus mobili ed elettrodomestici: una detrazione IRPEF del 50% sull’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici nuovi destinati all’immobile oggetto dei lavori.
La condizione fondamentale
Il bonus non è autonomo: per ottenerlo devi aver avviato un intervento di recupero del patrimonio edilizio — ristrutturazione, manutenzione straordinaria, restauro e simili — a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto. Se compri mobili nel 2025, i lavori devono essere iniziati almeno dal 1° gennaio 2024.
Attenzione: chi ha scelto l’Ecobonus o ha realizzato solo un box pertinenziale non ha diritto al bonus mobili.
Cosa puoi acquistare
Rientrano nella detrazione i mobili nuovi — letti, armadi, librerie, divani, tavoli, sedie, materassi, lampade e simili — e i grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica adeguata:
- classe A per i forni
- classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie
- classe F per frigoriferi e congelatori
Sono esclusi porte, pavimentazioni, tende e complementi d’arredo. Puoi portare in detrazione anche le spese di trasporto e montaggio.
L’importo della detrazione
La detrazione del 50% si calcola su un tetto massimo di 5.000€ per gli acquisti effettuati nel 2025. La somma va ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
Se hai già usato parte del bonus in anni precedenti per lo stesso intervento edilizio, il tetto si riduce di conseguenza. Il limite riguarda la singola unità immobiliare: se ristrutturi più appartamenti, hai diritto al bonus più volte.
Come si paga
Per avere la detrazione il pagamento deve essere tracciabile: bonifico bancario o postale, oppure carta di credito o di debito. Non sono ammessi contanti o assegni. Se acquisti a rate tramite finanziaria, deve essere la società a pagare con le modalità previste, e tu devi conservare la ricevuta del pagamento.
Documenti da conservare
Tieni da parte:
- ricevuta del bonifico o della transazione con carta
- documentazione dell’addebito sul conto corrente
- fattura d’acquisto con descrizione dei beni
- documentazione sulla classe energetica dell’elettrodomestico, oppure dichiarazione del venditore se l’etichetta non è ancora obbligatoria
Per approfondire, consulta la guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
Premi di assicurazione
Anche i premi che paghi per alcune polizze assicurative danno diritto a una detrazione del 19% nella dichiarazione dei redditi. Le tipologie agevolate sono diverse, ognuna con le proprie condizioni e limiti.
Assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni
Puoi detrarre il 19% dei premi versati per polizze sulla vita o contro gli infortuni, fino a un massimo di 530€. Rientrano i contratti stipulati o rinnovati entro il 31 dicembre 2000 (con durata minima di 5 anni) e quelli dal 2001 in poi, purché coprano il rischio di morte o invalidità permanente di almeno il 5%. Il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, carta di credito o debito, ecc.).
Assicurazioni per la tutela di persone con disabilità grave
Se la polizza copre il rischio di morte ed è finalizzata a tutelare una persona con disabilità grave (ai sensi della legge 104/92), il limite massimo di spesa detraibile sale a 750€. Anche in questo caso il pagamento deve essere tracciabile.
Assicurazioni per la non autosufficienza
Puoi detrarre il 19% dei premi versati per polizze che coprono il rischio di non riuscire a compiere autonomamente gli atti quotidiani fondamentali: mangiare, lavarsi, muoversi, vestirsi. Il limite massimo complessivo è di 1.291,14€, al netto degli importi già conteggiati per le altre tipologie. La compagnia assicurativa non deve avere la facoltà di recedere dal contratto.
Assicurazioni contro eventi calamitosi
Dal 1° gennaio 2018 puoi detrarre il 19% dei premi per polizze che coprono il rischio di eventi calamitosi (terremoti, alluvioni e simili) su immobili residenziali. Non c’è un limite massimo di spesa e la detrazione vale anche per più immobili. In caso di polizze condominiali, si considera la quota di premio riferita alla tua unità abitativa, certificata dall’amministratore.
Limiti comuni e pagamento tracciabile
Per tutte le tipologie elencate, il pagamento deve avvenire con modalità tracciabile (bonifico, carta, PagoPA, ecc.). La detrazione spetta per intero se il reddito complessivo non supera 120.000€; al di sopra di questa soglia si riduce progressivamente, fino ad azzerarsi a 240.000€.
La documentazione da conservare
Per ogni tipologia è necessario conservare le ricevute di pagamento dei premi (o la quietanza rilasciata dalla compagnia) e una copia del contratto di assicurazione, da cui risultino i dati del contraente, dell’assicurato e le condizioni della polizza.
Per approfondire, consulta la pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
Tutte le agevolazioni della dichiarazione – Premi di Assicurazione
Contributi previdenziali e assistenziali
Versare contributi previdenziali o assistenziali durante l’anno può darti diritto a deduzioni importanti nella dichiarazione dei redditi. Ecco le principali voci che puoi portare in deduzione — o in alcuni casi in detrazione.
Contributi previdenziali obbligatori e volontari
Se versi contributi all’INPS o a casse professionali (come medici, biologi, farmacisti), puoi dedurre l’intero importo dal tuo reddito complessivo. Rientrano anche i contributi versati volontariamente per ricongiunzioni di periodi assicurativi, riscatto degli anni di laurea o prosecuzione volontaria. La deduzione vale anche se paghi i contributi per un familiare fiscalmente a tuo carico.
Contributi per colf, badanti e baby-sitter
Se hai assunto qualcuno per lavoro domestico o assistenza familiare, puoi dedurre la quota di contributi rimasta a tuo carico (cioè quella del datore di lavoro), fino a un massimo di 1.549,37€. Non si considera l’intera cifra versata all’INPS: solo la parte che hai sostenuto tu, non quella trattenuta al lavoratore.
Contributi ai fondi sanitari integrativi
Se versi contributi a un fondo sanitario integrativo del Servizio Sanitario Nazionale, puoi dedurli fino a un massimo di 3.615,20€ all’anno. La deduzione vale anche per le quote versate nell’interesse di familiari fiscalmente a tuo carico.
Contributi sanitari dei pensionati
Se sei un ex lavoratore dipendente e continui a versare contributi alla tua cassa sanitaria anche dopo il pensionamento, puoi dedurre l’importo che il tuo ente pensionistico non ha già considerato. Il limite complessivo — sommato ai fondi integrativi del punto precedente — è sempre di 3.615,20€.
Previdenza complementare (fondi pensione)
I contributi versati a fondi pensione — sia da te che dal tuo datore di lavoro — sono deducibili fino a 5.164,57€ all’anno. Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 2007 e nei primi cinque anni ha versato meno del limite può recuperare la differenza negli anni successivi, con un tetto annuo più alto.
Riscatto del corso di laurea per familiari a carico
Se hai versato contributi all’INPS per riscattare gli anni di laurea (o di un corso ITS Academy) di un familiare fiscalmente a tuo carico che non ha mai lavorato, puoi detrarre il 19% della spesa. Il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, carta, PagoPA).
Riscatto di periodi senza contributi (“pace contributiva”)
Per chi rientra nel sistema contributivo integrale, è possibile riscattare fino a cinque anni di periodi non coperti da contribuzione. La spesa dà diritto a una detrazione del 50%, da spalmare in 5 quote annuali uguali a partire dall’anno in cui è avvenuto il versamento.
Per approfondire, consulta la guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
Tutte le agevolazioni della dichiarazione – Contributi previdenziali e assistenziali (PDF ufficiale)
Erogazioni liberali
Le erogazioni liberali — cioè le donazioni in denaro o in natura fatte a enti, associazioni e istituzioni — possono darti diritto a una detrazione o a una deduzione fiscale. L’agevolazione dipende da chi riceve la donazione.
Detrazione del 19% — diverse destinazioni
Puoi detrarre il 19% delle donazioni fatte a:
- popolazioni colpite da calamità pubbliche o eventi straordinari (max €2.065,83)
- associazioni sportive dilettantistiche riconosciute (max €1.500)
- società di mutuo soccorso (max €1.300)
- scuole di ogni ordine e grado, università e ITS Academy (sull’intero importo)
- enti e fondazioni per la cultura, l’arte e i beni culturali (sull’intero importo)
- enti dello spettacolo e fondazioni musicali (max 2% del tuo reddito)
- Fondazione La Biennale di Venezia (max 30% del reddito)
- Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato (sull’intero importo)
Attenzione: per chi ha un reddito tra €120.000 e €240.000, queste detrazioni si riducono progressivamente fino ad azzerarsi.
Detrazione del 26% — ONLUS e partiti politici
Se hai donato a ONLUS, associazioni umanitarie laiche o religiose che operano in Paesi fuori dall’OCSE, puoi detrarre il 26% su un massimo di €30.000 annui.
La stessa percentuale vale per le donazioni ai partiti politici iscritti al registro nazionale, su importi compresi tra €30 e €30.000.
Detrazione del 30% — ETS, ONLUS e APS nel RUNTS
Le donazioni in denaro o in natura a enti del Terzo settore iscritti nel RUNTS (il Registro Unico Nazionale del Terzo settore), comprese le cooperative sociali, danno diritto a una detrazione del 30%, su un massimo di €30.000.
Detrazione del 35% — organizzazioni del volontariato
Se hai donato a un’organizzazione di volontariato iscritta nel RUNTS, la detrazione sale al 35%, sempre fino a €30.000.
Deduzioni dal reddito
Alcune donazioni non si detraggono dall’imposta, ma si deducono dal reddito: abbassano cioè la base su cui calcoli le tasse. Le principali riguardano:
- istituzioni religiose riconosciute (max €1.032,91 per ciascun ente)
- ONG che operano nei Paesi in via di sviluppo (max 2% del reddito)
- fondazioni e associazioni per la tutela di beni culturali e per la ricerca scientifica (max 10% del reddito, fino a €70.000)
- università, enti di ricerca pubblici e parchi naturali regionali e nazionali (senza limite)
- trust o fondi speciali per persone con disabilità grave senza sostegno familiare (max 20% del reddito, fino a €100.000)
- enti del Terzo settore iscritti nel RUNTS (max 10% del reddito)
Cosa tenere sempre a mente
Per tutte le erogazioni liberali valgono due regole fondamentali.
Il pagamento deve essere tracciabile: bonifico bancario o postale, carta di credito o debito, assegno. Le donazioni in contanti non danno diritto ad alcuna agevolazione.
Devi conservare la ricevuta del versamento, con l’indicazione del beneficiario e il carattere di liberalità del pagamento. Per le donazioni in natura, è necessaria anche una documentazione del valore del bene.
Attenzione: detrazione e deduzione non sono cumulabili per la stessa donazione. Se scegli di dedurre, non puoi anche detrarre per lo stesso importo.
Per approfondire, consulta la pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:
Tutte le agevolazioni della dichiarazione – Erogazioni Liberali (PDF ufficiale)
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